la storia

Nell’albero genealogico della famiglia Leopizzi, in ramo diretto, il primo esponente ad operare nel settore dell’edilizia e del recupero monumentale fu, nel 1750, Giuseppe Leopizzi, il quale, come attestano documenti ufficiali conservati negli archivi diocesani, effettuava un intervento di restauro su una piccola chiesa del centro storico di Parabita.

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Negli anni ’40 del secolo scorso, Gaetano Leopizzi apprende l’arte dal padre e dal nonno, entrambi affermatissimi artigiani, e poi, con la propria ditta di costruzioni, la “Gaetano Leopizzi”, si dedica con successo allo sviluppo urbanistico di Parabita per oltre quaranta anni. Abile scalpellino decide, nel 1970, di aprire un laboratorio di intaglio e scultura della pietra leccese.
Fin da subito, inizia a lavorare nell’azienda di Gaetano, il figlio Giuseppe, il quale ricopre, a soli 20 anni, il ruolo di direttore tecnico e amministrativo durante il periodo che va dal 1982 al 1988, dando un notevole impulso allo sviluppo aziendale.
In questo periodo, Giuseppe Leopizzi è responsabile della realizzazione di importanti interventi edilizi nel campo civile , e soprattutto dà vita ad un nuovo corso aziendale tutto incentrato sul restauro conservativo e consolidamento dei monumenti. Tra le opere più importanti: gli ultimi lotti del nuovo cimitero comunale di Parabita, famoso nel mondo perché rappresenta la nascita del periodo dell’architettura “post-modern”, progettato negli anni settanta dallo studio G.R.A.U. di Roma; il consolidamento della Basilica “Madonna della Coltura” in Parabita e il restauro del Convento degli Alcantarini in Parabita.
Nel marzo 1982, dà vita all’azienda individuale artigiana omonima “Giuseppe Leopizzi”, affiancando l’azienda paterna e riportando in auge il laboratorio di intaglio e scultura di pietra leccese, materiale nobilitato dal Barocco Leccese.
Nel 1988 la “Giuseppe Leopizzi” è inscritta all’ Albo Nazionale Costruttori presso il Ministero Lavori Pubblici, può così partecipare alle gare d’appalto lavori pubblici e da subito inizia a lavorare e collaborare con l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Nardò-Gallipoli, eseguendo lavori di prestigio nel restauro monumentale; tra i tanti, si ricordano: il restauro dell’Episcopio ed ex Seminario in Piazza Pio XI , il restauro del Palazzo Vescovile in Contrada Cenate, la costruzione del Centro di Accoglienza “Oasi Tabor”, la costruzione del complesso parrocchiale “Gesù Redentore” in Melissano.
In qualità di tecnico specializzato nel campo del restauro, dal 1995 entra a far parte come componente della Commissione Arte Sacra della Diocesi di Nardò-Gallipoli, preposta a soprintendere a tutti i lavori sui beni culturali e non della Diocesi.
Nel 1999 la trasformazione più importante: l’impresa individuale “Giuseppe Leopizzi” viene incorporata dall’Impresa “Leopizzi 1750” s.r.l., della quale sin dalla fondazione riveste le cariche di amministratore unico e direttore tecnico. Dal 2013 Giuseppe Leopizzi viene affiancato nella direzione tecnica dell’azienda dal figlio Gaetano, già socio, laureatosi in architettura presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Il 18 aprile 2012, l’ Impresa Leopizzi 1750 s.r.l. è stata inserita da Unioncamere Nazionale nel “REGISTRO IMPRESE STORICHE – LE IMPRESE CHE HANNO FATTO LA STORIA D’ITALIA”.